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Oggigiorno tutti hanno una conoscenza basilare di cosa sia un social network. Si faccia l’esempio di Facebook, il social più conosciuto a tutte le età: una piattaforma online che supporta e facilita la rete delle conoscenze interpersonali, la diffusione delle idee e la condivisione delle proprie attività quotidiane. In realtà, vi è un altro aspetto molto interessante per l’utente, soprattutto adulto, che spesso non viene approfondito: il potenziale in ambito lavorativo e commerciale.

Dal punto di vista della libera professione in ambito medico  (che comprende naturalmente anche odontoiatri, fisioterapisti, farmacisti e tutti i diversi altri professionisti della salute) l’impiego corretto delle diverse piattaforme è in grado di ottimizzare ed espandere la propria attività clinica. Di seguito vengono illustrati, in 3 semplici punti, alcuni vantaggi e modalità di utilizzo dei social in ambito medico.

Social network e salute: relazione medico-paziente

1) relazione medico-paziente: i social network sono per definizione un mezzo per abbattere le barriere comunicative, in quanto permettono di relazionarsi con il prossimo in maniera semplice e diretta. Quello che può cambiare è l’identità dell’interlocutore, che non deve necessariamente rappresentare un “amico” in senso stretto ma può benissimo essere un individuo con cui intercorre un rapporto di lavoro: un collega o un paziente, ad esempio. Nessuno vieta poi di impiegare questo tipo di condivisione nell’ottica della fidelizzazione del rapporto professionale.

Una volta chiarita la modalità di comunicazione, si considera il messaggio da veicolare, ovvero il contenuto.

Social network e salute: ruolo educativo

2) Ruolo educativo: vi sono diverse modalità per condividere la propria esperienza clinica con il paziente. In altre parole, diversi sono i contenuti che si possono produrre e condividere sul social network.Lance_awaresness and marketing_Social network e salute cosa rappresentano i new media per medici, odontoiatri e farmacisti.jpg
In primo luogo, la creazione di contenuti molto brevi: ad esempio, allertare sui rischi derivanti dal fumo o dall’eccessivo consumo di alcolici. È un metodo già ampiamente sfruttato da grosse organizzazioni di ambito sanitario, quindi è anche facile trovare contenuti da ricondividere. Twitter è naturalmente il network più adatto a una comunicazione di questo tipo (non per forza così stringente, da quando ha raddoppiato la famosa soglia dei 140 caratteri), ma si possono facilmente produrre contenuti di tipo fotografico o in forma di immagine con testo, da condividere su Facebook o Instagram.

Volendo fare un esempio di contenuto più ampio (un post), uno specialista in medicina dello sport, per esempio, può dare semplici suggerimenti sul regime alimentare più adatto o sugli esami clinici necessari (ECG periodico ecc.) per chi pratica sport a livello amatoriale.
Queste forme di microblogging si prestano anche a essere diffuse in una forma quotidiana che ricorda le newsletter, risultando al contempo meno “pesante”: è il caso del servizio di instant messaging Telegram, i cui canali vengono sfruttati da grandi quotidiani (La Stampa, la Repubblica) e riviste (Wired) come da singoli blogger, che vi pubblicano i propri articoli dedicati a sport, tecnologia, benessere e così via.

Anche la produzione di video si è molto semplificata: chi non ha interesse a diventare uno youtuber professionista potrà cimentarsi con le dirette di Facebook e Instagram, semplicemente utilizzando il proprio smartphone. Per esempio, un dentista potrà sfruttare un appuntamento disdetto per spiegare le corrette tecniche di spazzolamento dentale, senza neanche cambiarsi d’abito o uscire dal proprio studio. E avanzare anche il tempo per un caffè!

Social network e salute: rispondere a pazienti e clienti

3) customer service: la raucedine impedisce al paziente di telefonare per prendere appuntamento? Nessun problema. Ironie a parte, è sempre più comune per l’utente rivolgersi alle strutture – se non prendervi contatto la prima volta – attraverso le relative pagine dei social network. Queste devono fornire dunque chiare indicazioni su indirizzo e contatti della struttura, informazioni sui professionisti che vi operano e sui servizi offerti e immagini degli spazi clinici e di accoglienza.

Permettere la prenotazione di una visita attraverso, ad esempio, Facebook Messenger è un’opzione in più per il paziente e non dovrebbe essere un particolare ostacolo per chi organizza l’agenda (soprattutto se già di per sé in formato digitale) del professionista. Dall’altra parte, un messaggio testuale è meno impegnativo di una telefonata ma non meno efficace: difficile ormai mentire di fronte alle famigerate spunte blu!

In più è un’opzione già in voga negli Stati Uniti e sta sempre prendendo più piede anche nel Bel Paese, la possibilità di effettuare chat direttamente con i propri pazienti attraverso applicativi installati sul proprio sito internet. Un servizio in più, particolarmente gradito ai pazienti.

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