In questi giorni si sente parlare sempre più spesso di Smart Working. Alcune grandi aziende lo utilizzano da tempo, per molti altri si tratta di una vera e propria novità. Ma per i medici e i professionisti della salute in generale, che si vedono costretti ad abbandonare la loro normale attività quotidiana per affrontare l’emergenza Coronavirus, esiste la possibilità di fare Smart Working da casa?

Cos’è lo Smart Working

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce lo Smart Working (o lavoro agile) «una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività».

Normalmente esso richiederebbe l’alternanza di lavoro a casa e presenza in sede, cosa che in questo momento è assolutamente sconsigliata, ancor di più per chi lavora in uno studio medico. È importante ricordare che lavorare da casa non significa essere disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma godere di una maggiore libertà nell’organizzazione dei propri spazi e dei tempi. Ed è dimostrato che le aziende che si affidano allo Smart Working ne traggono grandi vantaggi in quanto a produttività e risultati.

Inoltre, prima di avventurarsi nel mondo del lavoro agile, bisogna ricordare che i soggetti che sono stati messi in quarantena (anche se non hanno effettuato il test del Coronavirus), il datore deve sempre rispettare lo stato di sospensione del lavoro, come avviene normalmente in caso di malattia.

Smart Working per gli studi medici: i dipendenti

Veniamo dunque alla fatidica domanda: ma un professionista della salute che è stato costretto a chiudere il proprio studio può davvero trarre dei benefici dallo Smart Working? La risposta, ovviamente, è sì. Vediamo dunque come sfruttare al meglio il tempo in cui si è costretti a rimanere a casa, senza per forza smettere di essere produttivi.

Se avete una segretaria o un assistente, organizzate una telefonata di coordinamento. Discutete insieme su come ottimizzare il vostro studio in questo momento di «pausa» dal normale flusso di lavoro. Un esempio può essere la digitalizzazione degli archivi, un lavoro lungo e impegnativo che spesso non si ha tempo di fare. Oppure l’attivazione di un servizio automatico che ricordi ai pazienti giorno e ora degli appuntamenti; o magari la valutazione di una nuova tariffa telefonica più conveniente e che vi faccia risparmiare in futuro. O ancora, sostituire quel fornitore con cui non vi trovate bene da tempo, valutando altri candidati che vi ispirino più fiducia.

Insomma, approfittate di questo periodo per ottimizzare al meglio il lavoro, senza sentirvi per forza bloccati dalla situazione!

Smart Working per gli studi medici: i professionisti della salute

Ma anche un professionista della salute può fare molto per il proprio lavoro stando a casa. Vi proponiamo di seguito un serie di attività che spesso ci si lamenta di non avere il tempo di fare, e che invece possono rivelarsi molto utili, soprattutto quando la situazione sarà tornata alla normalità.

  • Create/ottimizzate il vostro sito internet: avere un sito personale ormai è quasi un dovere; è come aprire una vetrina sul web da cui i pazienti possono vedere chi siete e cosa fate. Dà loro il tempo di conoscervi, e le informazioni necessarie per contattarvi facilmente.
  • Create contenuti: riempite il vostro sito con contenuti testuali che rispondano alle domande più frequenti dei pazienti. Spiegate come funziona il vostro lavoro, di quali patologie vi occupate e perché è importante prestare le giuste cure al proprio stato di salute. Li aiuterete ad avvicinarsi alla vostra professione e professionalità.
  • Siate attivi sui social network: approfittate di questo periodo per diffondere informazioni quotidiane sulla situazione attuale, e non dimenticatevi di dare dei consigli a chi vi segue su come gestire la propria salute anche da casa, per evitare di arrivare ad aver bisogno di recarsi dal medico o in pronto soccorso. La community che si creerà intorno al vostro profilo continuerà a seguirvi e a fidarsi dei vostri consigli anche dopo che sarà passato questo periodo di emergenza.
  • Attivate un servizio di domande e risposte: che sia telefonico, con una chat online o per e-mail poco importa, è un modo semplice per tenervi in contatto con i vostri pazienti, tranquillizzarli e risolvere «da remoto» piccoli dubbi. In questo modo non si sentiranno abbandonati. E inoltre vi renderà molto più umani ai loro occhi.
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